Per i festeggiamenti dell'Anno Giubilare la trepidazione e l'ansia la fecero da padrone su tutta l'Antica Società, era un entusiasmo coinvolgente a cui partecipare tutti senza alcuna esclusione e per organizzare il tutto venne convocata per la prima volta l'Assemblea dei soci.
Tutti si misero subito al lavoro, ognuno con un compito adatto alle prorpie capacità: un gruppo di artigiani rimise a nuovo la Chiesa di Santa Croce, i lavori vennero eseguiti anche di notte, con abnegazione e devozione ed anche Sant'Antonio ringraziò ad uno ad uno tutti quei volenterosi capitanati da Vincenzo Cippitelli.
L'illuminazione venne curata da Danilo Scilocchi, un professionista della luce, dell'addobbo anche stavolta si occupò Sebastiano Salza, che superò se stesso. In breve si organizzò un giardino verde e fiorito(...in pieno inverno) con lampade in ghisa, panchine e ricordi del passato rurale, tutti i visitatori rimasero senza fiato ed i cugini della Nuova Società, erano letteralmente sconvolti!


Giorgio Macchiola, prestò un locale sulla piazzetta dove predisporre il rinfresco per i visitatori e le donne dei soci (mogli, figlie e madri...) si misero a preparare dolci, che non furono mai così buoni.
Determinanti per la logistica e per la riuscita del tutto furono la casa della Confraternita del S.S. Sacramento e di Santa Croce, nonchè la vecchia "caciara" di Pietro Petroni e l'ex cinema di Lucrezia Tocchi, gentilmente e gratuitamente messi a disposizione.

Luigi Rocchi si occupò della Via XXIV Maggio, quella che da Porta Romana porta al Duomo fiancheggiando la Chiesa e la Piazza della festa.
Poi finalmente dopo tanto lavoro, si arrivò alle grida tanto amate di "EVVIVA SANT'ANTONIO!!!".
Tutto iniziò il 13 gennaio con il "triduo solenne", una funzione religiosa con predica e benedizione per tre sere di seguito, seguì la Processione del 16 gennaio sera: la Vecchia sfilava a destra, ogni socio recava il cero acceso e la coccorda bordeau appuntata al petto, la Nuova sfilava a sinistra ed ogni socio aveva il flambeaux in mano, la coccarda bianca sulla giacca ed il mantello grigio scuro sulle spalle.
Lo scenario era emozionante e bellissimo...!

La statua del Santo era portata da 4 soci con la tunica bianca, i "mazzieri" ordinavano le file e gestivano il passo. Al termine della Processione, i soci dell'Antica Società si ritrovarono tutti a casa di Santino Angeletti per la Cerimonia di commiato e per gustare il rinfresco offerto dal socio.
La notte passò insonne per molti !
La mattina del 17 alle ore 7.00 in punto Sutri venne svegliata dai "colpi scuri" e via di corsa a preparare i cavalli! Alle 9.00 il "piazzale della Croce" era uno scalpitio di zoccoli impressionante...sembrava un inizio di battaglia.

Vengono preparate le prime due "tersiglie", perchè ci sono due stendardi da portare, quello dei Carloni e degli Ancillao che ha circa 114 anni e quello più antico ritrovato in casa di Sante Carloni che all'incirca dovrebbe avere più di 300 anni.Sulla destra della prima Tersiglia cavalca Marco Carloni che in qualità di Presidente riceverà lo Stendardo del Giubileo, al centro c'è il festarolo uscente Santino Angeletti ed a sinistra Samantha Tocchi che riceverà il Santo l'anno successivo.
La seconda Tersiglia è quella d'onore, formata dai Soci Decani: Elvio Tocchi che porta con devozione lo Stendardo Antico ed è affiancato da Umberto Cippitelli e Marcello Rocchi.
L'ingresso in Piazza del Comune è uno spettacolo unico e commovente ..." EVVIVA SANT'ANTONIO !!!"


Categoria: Eventi

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