La fama di santità di Sant'Antonio Abate fu sempre legata a fenomeni di meraviglie celesti e demoniache, a guarigioni e a difesa di molte persone da malattie e a protezione estesa a vari animali, elementi e cose.
Già nella vita scritta da Sant'Antonio vengono messi in molto risalto tutti questi fenomeni; il popolo, da parte sua ci ha messo tutto il resto.
I credenti di ogni levatura spirituale, più o meno profonda, si sono serviti di alcuni elementi o simboli per esaltare la Santità di Sant'Antonio. Il primo elemento che caratterizza la raffigurazione del Santo è il bastone a T o croce "commissa o patibulata", cioè priva del braccio superiore verticale, risalente all'antica formazione del Tau, segno simbolico della vita futura. Più tardi questa croce a T fu messa sul vestito da monaco di Sant'Antonio come un distintivo. Quualcuno invece vi ha visto la forma materiale di una stampella o gruccia usata dai malati che non possono camminare da soli.
Più curioso è invece il simbolo del campanello che spesso si vede attaccato al bastone del Santo, sul quale moltissimi si sono sbizzarriti. Non c'è bisogno di scomodare troppo uomini, animali o cose per capire che il campanello è sempre stato uno strumento di richiamo.
Anche sul sibolo del porcello si sono fatte molte supposizioni, che però non si escludono a vicenda, anzi si integrano. Chi vi ha visto un rudimentale topo roditore nel deserto, abbastanza più grosso dei topi normali, per indicare che S. Antonio era un eremita del deserto. Con il tempo ingrossandolo un poco di più è diventato un maiale.
Chi invece dice che è simbolo del Demonio, raffigurato nell'animale immondo, a sottolineare le tremende tentazioni e lotte del Santo con il Demonio.
Chi infine vi vede soltanto il fatto che i monaci Antoniani erano liberi di allevare i porci senza dazio per ricavarne il lardo usato come medicamento contro la malattia detta "fuoco di S.Antonio", nome popolare dell'"Erpes Zoster". Ma non sono passati troppi anni per ricordare che anche da noi il porco di S.Antonio andava libero in giro per le vie del paese per essere nutrito gratis da tutti. Da qui è facile capire come da simbolo, il maiale è passato ad essere realtà della vita contadina; e quindi tale animale è stato affiancato da tutti gli altri animali domestici usati per il lavoro ed il nutrimento della gente rurale.
E' bello vedere e documentare poi il passaggio dalla malattia del "fuoco di S.Antonio" all'uso o meglio ai pericoli del fuoco vero. E quanti danni può arrecare ancora oggi, sebbene molti siano diminuiti per l'uso di altri materiali. Gli anziani ricordano con orrore e paura ancora gli incendi delle case e delle stalle, molto frequenti quando tutte le antiche case avevano i focolari, grossi e scoperti, che ardevano a legna ed i soffitti erano quasi tutti a travatura di legno.
Qui invece abbiamo la tendenza inversa: il fuoco da relatà è diventato simbolo di malattia.
Ecco quindi come si spiega che la fede e la devozione dei popolani di un tempo ricorreva alla protezione di S.Antonio per guarire dalla fastidiosissima malattia dell"erpes zoster" che intacca le cellule nervose e si manifesta con forti irritazioni sulla pelle. Oggi grazie ai ritrovati medici non ci sono più grossi problemi a riguardo, ma un tempo erano gravi preoccupazioni.
Di altro genere invece è l'accensione del gran falò in piazza per la vigilia di S.Antonio, fuoco che a volte dura per vari giorni. Esso è segno di gioia e di allegria.
Gesù tra gli altri comandi che dette agli apostoli, vi comprese pure quello di curare gli infermi. E durante la sua vita pubblica guarì da ogni sorta di malattia tutti quanti gli si presentavano.
Con la fede in Lui e l'amore che Egli ci comunica, uomini e donne più sensibili hanno rivolto sempre ogni loro cura ai malati e ai bisognosi di ogni specie.
Per questo sono sorti lungo i secoli quegli istituti chiamati ospedali e vari ordini religiosi che si dedicano alla cura di ogni malattia.
Gli Antoniani, che oggi non esistoni più, hanno inteso operare con questo spirito, proprio in nome di Sant'Antonio Abate, che in vita si dedicò a soccorrere ogni miseria umana, spirituale e materiale, dietro l'esempio di Gesù.