E' impossibile seguire tutti gli sviluppi della devozione popolare a Sant'Antonio Abate; e credo che nessuno, soprattutto tra i sutrini ci abbia mai provato; così com'è molto difficile raccogliere tutte le manifestazioni folkoristiche andate in disuso oppure ancora esitenti in Italia e nel mondo e che avvengono nei giorni precedenti e seguenti il 17 gennaio di ogni anno.

Per patrocinio si intende la protezione che si invoca da Sant'Antonio su persone, animali e cose. Invocano come loro protettore Sant'Antonio tutti gli allevatori di ogni specie di animali e anche gli apicoltori.
Così si è esteso e trasformato l'iniziale maiale fino a comprendere tutta la corte degli animali domestici, un tempo di aiuto indispensabile per i lavori di campagna e per il nutrimento delle popolazioni.

 

Sovrapponendosi alle antiche feste pagane, romane e celtiche, dedicate alle Grandi Madri e ai sacrifici penitenziali e propiziatori, alla festa cristiana di s. Antonio, ecco il santo passare di diritto come protettore degli allevatori e del bestiame in genere, in particolare maiali e cavalli. Ma è anche protettore di molte attività che si collegano agli animali ed ecco i tosatori, i fabbricanti e i commercianti di tessuti, i guantai, i fabbricanti di spazzole (che un tempo si facevano con le setole dei maiali), macellai, droghieri (o pizzicagnoli), e salumieri poiché vendono prodotti a base di maiale o per conservarne la carne. Protegge anche gli animali dalle malattie come lo scorbuto e i parassiti interni, e da qui è passato anche ai parassiti interni umani in quanto sono animali (protegge gli umani da loro, comunque).

 

Per il suo dominio sul fuoco, è invocato anche contro gli incendi, e l'herper zoster, detto fuoco di sant'Antonio, nonché tutte le malattie della pelle, contagiose, scabbia, peste, prurito e foruncoli compresi. Perché? Perché per i suoi combattimenti con il demonio, era sempre pesto e sanguinante e, presumo, perché vivendo in una grotta difficilmente l'igiene poteva essere seguita in modo soddisfacente con le conseguenze immaginabili.
Per niente chiaro è il perché sia invocato nelle malattie veneree e protegga i fucilieri,i confettieri e i fabbricanti di stoviglie.

In molte parti dura ancora la benedizione dei cavalli e degli altri animali. E' invocato anche come protettore dei tessitori, tosatori, confettieri, panierai.
E non solo si rivolgono a lui anche i Vigili del fuoco e tanti altri artigiani, ma perfino i becchini perché si dice abbia sepolto cristianamente l'abate Paolo, dei panerai perché per non stare in ozio intrecciava cestini, degli agricoltori perché si dice che negli ultimi anni coltivasse un orticello, degli eremiti visto che fu il fondatore del monachesimo.


Il 17 Gennaio, segna l'inizio del periodo invernale più fredoo nelle nostre zone, tant'è vero che popolarmente si dice ancora "S.Antonio dalla barba bianca, se non piove la neve non manca...", sta ad indicare che questo giorno è il cuore dell'inverno, mentre "Sant'Antonio fa il ponte e San Paolo lo rompe" significa che il 17 gennaio gela che ci si può passare sopra, mentre il 25 cominciano a sciogliersi le gelate oppure nel napoletano si dice "Sant'Antonio lampe e tuone"  per dire che, generalmente, fa brutto tempo.
Le lunghe serate invernali un tempo riscaldate e rischiarate da grossi ciocchi sul focolare favorivano l'unione, lo scambio e la preghiera di tutti i membri delle numerose famiglie. Oggi la televisione ha cambiato le usanze e i costumi, ma è proprio tutto meglio ?

Feste, usanze e costumi di un tempo sono state fissate anche nel teatro popolare, di cui resta ancora qualcosa; come pure in poesie e poemetti dialettali a significare l'intesa presa sul popolo di questo grande santo taumaturgo.
Gli hanno messo addosso anche le feste di Carnevale, ma il Santo in effetti non c'entra nulla, solo che il 17 gennaio ha coinciso con il periodo delle antiche feste pagane romane, dette lupercali.

E' interessante sottolineare a questo punto un altro aspetto del nostro Santo, quello che lo vuole come rappresentante dei vecchi. Nell'iconografia infatti prevale sempre la sua figura come un vecchio dalla lunga e folta barba bianca e con il bastone in mano. Fatto anche da rimarcare è che quando non è raffigurato da solo è messo in coppia contrapposta da uno o più Santi o Sante giovani: S.Giorgio, S.Sebastiano oppure S.Agata, S.Lucia o altri.
Perchè? In un certo qual modo si è voluto far risaltare che l'età giovanile e quella senile non si contrappongono in un conflitto generazionale, ma si armonizzano, specialmente quando al centro delle coppie dei Santi o Sante c'è Gesù o la Madonna SS.
La fede cristiana non suscita contrapposizioni chiuse, ma armonizza tutto in un'atmosfera superiore. I giovani sono la forza della vita che sale e si espande, i vecchi la saggezza che guida e tempera.

Categoria: Il Santo

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